Sesso e disabilità: come viverla al meglio?

Pubblicato: 17/11/2015 15:42:10
Categoria: Coppia e Sessualità

sesso e disabilità

Dovremmo provare ad immaginare che cosa significhi essere disabile: non poter muovere le mani o il resto del proprio corpo significa rinunciare alla sessualità.

Il corpo non è più autosufficiente e diviene difficile fare qualsiasi cosa nella vita quotidiana e, tra queste, l’intimità è la prima cosa che si perde.

In queste situazioni il proprio corpo può essere visto come un peso, ma è possibile affrontare la realtà e vivere al meglio questa condizione anche dal punto di vista sessuale.

Certo, la disabilità comporta non pochi danni a livello psicologico se parliamo di sesso, considerato il fatto che rappresenta una piccola parte di felicità per l’essere umano, ma secondo Max Ulivieri, 42enne con distrofia muscolare, è possibile scegliere l’assistenza sessuale come soluzione di vita.

Ci troviamo di fronte al primo caso pubblico, con tanto di petizione partita direttamente dal suo sito e che ha girato l’intero web.

Secondo l’uomo, sarebbe bello che ogni persona al mondo potesse trovare l’amore, godendo nel frattempo della propria sessualità: è un diritto che tutti dovrebbero avere per il proprio benessere psicofisico.

Quando si parla di assistenza sessuale ci si riferisce a una vera e propria professione riconosciuta in numerosi paesi d’Europa, anche se in Italia non ha ancora riscosso il successo sperato.

Il caso di Enea

disabilità e sesso

Max ha deciso di affrontare l’argomento, ponendolo al centro dell’attenzione pubblica; anche The Special Need, un documentario on the road, ha deciso di occuparsi della cosa, svolgendo una sorta di inchiesta sentimentale nei confronti di Enea, 30enne autistico che non ha mai avuto occasione di fare l’amore nella sua vita.

Il ragazzo è stato quindi accompagnato da alcuni amici fuori dal nostro paese, notando le evidenti differenze con il resto del mondo, sia dal punto di vista dell’atteggiamento che per quanto riguarda le leggi.

Enea soffre di un ritardo cognitivo ed è considerato come un minore e, di conseguenza, nessuno può avere rapporti sessuali con lui.

Chiunque si offrisse di praticare qualsiasi tipologia di attività sessuale nei suoi confronti, sarà accusato di circonvenzione di incapace.

Carlo Zoratti, regista del viaggio on the road e amico dell’uomo, ha dichiarato che l’esperienza sessuale in questo caso è impedita dal punto di vista legislativo.

Gli assistenti sessuali per disabili ci sono in Germania, nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Austria e in Danimarca. Questa attività lavorativa viene confusa con la prostituzione in Italia, ma ci sono delle grandissime differenze che non possono assolutamente accomunare le due cose.

Enea e i suoi amici hanno avuto modo di visitare un istituto per l’autodeterminazione delle persone disabili, l’ISBB di Trebel, dove ad ogni disabile è stata data la possibilità di vivere e scoprire al meglio la propria sessualità.

In questo plesso ogni individuo viene guidato a tutte le possibilità, ovvero omosessualità ed eterosessualità. Viene inoltre creato un contesto dopo è possibile esprimere i propri desideri e dopo si è seguiti da psicologi, personale competente ed esperto e assistenti sessuali.

Come sta evolvendo la situazione in Italia?

sesso e disabilità

Anche Eleonora Goio ha deciso di affrontare l’argomento, autrice del libro Vita al Rallenty. La donna ha infatti dichiarato che la sessualità è parte integrante della nostra identità e ci aiuta a relazionarci con il resto del mondo.

Anche lei è disabile, ma non per questo ha deciso di dire addio al sesso. Non è d’accordo con chi sostiene che la disabilità sia sinonimo di astinenza: anche persone con problemi possono condurre una vita sessuale felice e soddisfacente.

Da poco tempo, qualcosa si è mosso anche nelle istituzioni, poiché in Toscana è stata approvata una risoluzione in merito all’assistenza sessuale nei confronti dei disabili.

Il merito deve essere attribuito a Enzo Brogi, il quale grazie ad una particolare iniziativa è riuscito ad interesse il paese a questa realtà.

Secondo il consigliere, anche l’Italia dovrebbe trovarsi pronta all’inserimento di assistenti sessuali come figure professionali, senza limitarsi ad una singola regione. Per quale motivo l’Italia è così indietro?

Per numerosi motivi, forse per la cattiva abitudine di pensare che certi problemi possano essere nascosti sotto il tappeto e gettati nel dimenticatoio, fingendo che spariscano.

Anche a livello nazionale ci sono importanti novità, considerato il fatto che Sergio Logiudice, senatore del Partito Democratico, insieme ad altri tredici colleghi, ha presentato un disegno di legge a palazzo Madama intitolato “Disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità”.

In questo caso, ci troviamo di fronte ad una persona che potrà assistere sia sul piano fisico che su quello psicologico di una persona disabile, aiutandola a vivere una vera e propria esperienza sessuale corredata da affetto ed educazione in merito.

Ci vuole ancora diverso tempo prima che tali teorie diventino realtà, ma nonostante questo le convinzioni a riguardo sono ancora poco.

Max Ulivieri non riesce a comprendere per quale motivo ci sia ancora qualcuno contro le assistenze sessuali per disabili, poiché si tratta di una decisione presa con coscienza e di una libertà di scelta fondamentale.

Possono inoltre venire in aiuto anche i cosidetti gel / lubrificanti intimi. Tra i più famosi possiamo annoverare i Durex Massage 2in1 con Aloe Vera, Durex Massage 2in1 Sensual con Ylang Ylang, Durex Massage 2in1 Stimulating con Guaranà, ecc.

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