Indice di abbagliamento luminoso negli ambienti lavorativi

Pubblicato: 06/05/2019 09:00:11
Categoria: L'Arte di Illuminare

La terminologia nel campo dell'illuminazione è sicuramente molto variegata, caratterizzata da molti termini tecnici, noti agli addetti ai lavori ma sconosciuti ai più. Man mano che leggete il nostro blog starete sicuramente ampiando il vostro vocabolario tecnico nell'ambito dell'illuminazione, e oggi aggiungiamo un nuovo lemma al nostro dizionario immaginario. Oggi più che di una parola parliamo di un acronimo: UGR. Si legge Unified Glare Rating e potremmo tradurlo in italiano come grado di abbagliamento luminoso di luci artificiali.

Anche se in generale la luce è considerata positiva e fonte di vita, la luce artificiale non può brillare in tutto il suo splendore senza delle norme che ne regolamentino la luminosità e l'impatto (positivo o negativo) sulle persone.

indice di abbagliamento luminoso negli ambienti lavorativi

Per tale motivo è nato questo indice che deve seguire le normative europee e nazionali che ne stabiliscono i limiti massimi consentiti. Questo tipo di misura si applica negli ambienti lavorativi e deve mettere i lavoratori nella posizione di poter svolgere al meglio delle loro potenzialità il loro lavoro, ovviamente per quanto riguarda l'aspetto dell'illuminazione. 

Come dicevamo, questo indice è soggetto a delle normative. E' nato dall'organo internazionale CIE (Commission International de l'Eclairge) ed è stato poi ripreso da un regolamentazione a livello nazione nota come UNI 11165:2005 che fornisce i criteri per calcolare l'indice di abbagliamento unificato dovuto a sorgenti luminose artificiali.   

Quanto è importante la luce in un contesto lavorativo? Tanto!

Un'illuminazione buona e non molesta non solo assicura che il lavoro venga svolto in sicurezza fornendo una buona visibilità. Infatti, che si tratti di un magazzino o di un ufficio, un buon livello di illuminazione è in grado di influenzare il benessere psicofisco dei lavoratori e di aumentarne la produttività. 

Ecco perchè quando si pianifica una zona di lavoro, bisogna fare molta attenzione, anche in base al tipo di attività che si andrà a fare. Per pianificare al meglio un'illuminazione stimolante e propedeutica alle attività lavorative quindi dovremmo ricorrere all'UGR che prende in considerazione tanti fattori diversi come:

  • tipo di fonte luminosa
  • area e forma dell'ambiente in questione
  • numero e posizione delle sorgenti luminose
  • distanza tra le fonti luminose e l'osservatore
  • e molti altri ancora

L'abbagliamento luminoso artificiale dunque si calcola in base ad una serie di valori che parte da 10 e che arriva a 30, con 10 che equivale a nessun abbagliamento a 30 che corrisponde invece ad un abbagliamento sostanziale. Seguendo una scala che va in scaglioni di 3 unità (13, 13, 16, 19 per arrivare a 30) determineremo un abbbagliamento minore quanto più basso sarà il valore UGR.

Il valore massimo di questa tabella varia al variare del lavoro visivo che deve essere compiuto in un determinato ambiente. Ad esempio, un un magazzino il massimo di illuminazione non molesta sarà 25 mentre in un ufficio di disegno tecnico sarà 16. Ad ogni modo questa specifica può essere trovata nelle tabelle interne dell'UNI12464 2011.

Dunque, qualora steste progettando o rinnovando uno spazio lavorativo sarà essenziale creare un programma di illuminazione cosi da procurare ai lavoratori una quantità e qualità di luce appropriata per una migliore produttività. In questi casi, se non sapete come muovervi, affidatevi a dei lighting designer che vi sapranno dare il supporto giusto per un progetto ottimale.

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