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Trichomoniasi vaginale: cos'è e come si cura

Da: marilyn - Categoria: Coppia e Sessualità

Trichomoniasi vaginale

La trichomoniasi vaginale, detta anche tricomoniasi, è una malattia sessualmente trasmissibile abbastanza diffusa e che, nonostante il nome, può colpire anche gli uomini. Ci troviamo di fronte a una patologia piuttosto comune nelle giovani donne, anche se fortunatamente è curabile.

Secondo alcuni dati statistici, la tricomoniasi colpisce circa cinque milioni di persone ogni anno. Esiste una sola causa responsabile di questa malattia, ovvero un protozoo parassita unicellulare.

Nelle donne, la parte del corpo maggiormente colpita è la vagina, mentre per quanto riguarda gli uomini l’organo prediletto è l’uretra. Ogni persona sessualmente attiva è a rischio, pertanto non ci sono criteri di riferimento da tenere in considerazione.

I sintomi, soprattutto nell’uomo, non si manifestano quasi mai, se non con irritazione nella parte interna del pene e piccole perdite o leggero bruciore a seguito di minzione ed eiaculazione.

Per quanto riguarda le donne, le cose si fanno un tantino diverse, poiché i sintomi compaiono sempre dopo i 5-28 giorni dal contagio: perdite vaginali abbastanza schiumose dal colore verdognolo o giallastro e dall’odore pungente, dolore durante la minzione e i rapporti sessuali, prurito e irritazione nella parte genitale e probabile dolore al basso ventre possono indicare la presenza di tricomoniasi.

Come abbiamo già detto, si tratta di una malattia trasmissibile attraverso il sesso, ma anche tramite il contatto di una vulva infetta. Solitamente, le donne possono essere contagiate sia da uomini che da altre donne, mentre gli uomini solamente da queste ultime.

A che pericoli possiamo andare incontro?

malattie sessualmente trasmissibili

Non sono pochi i pericoli a cui un individuo deve prestare attenzione, poiché in caso di gravidanza è possibile riscontrare una rottura precoce delle membrane, causando un parto prematuro.

Inoltre, l’infiammazione dei genitali provocata da questa malattia, potrebbe incrementare il rischio di contrarre l’HIV. Per poter diagnosticare la malattia è necessario rivolgersi al proprio medico, il quale attraverso una visita e un esame di laboratorio potrà capire se si tratta di questo o di altro.

Per le donne sarebbe indicata una visita ginecologica, poiché tramite un esame approfondito è possibile valutare la presenza di ulcerazioni rossastre sia sulle pareti vaginali che sulla cervice; gli esami di laboratorio, in questo caso, saranno eseguiti su un campione di fluido vaginale o uretrale. Analizzando la situazione, possiamo dire che negli uomini è piuttosto difficile diagnosticare la patologia rispetto alle donne.

Nella maggior parte dei casi, la tricomoniasi può essere curata attraverso la somministrazione del metronidazolo, un farmaco che necessita della ricetta medica per poter essere acquistato.

Negli uomini è possibile che tutti i disturbi scompaiano senza il bisogno di seguire la terapia. Tuttavia, nel caso in cui uno dei due partner sia stato contagiato, è consigliato seguire una cura di coppia, in modo da poter eliminare una volta per tutte il parassita.

Ovviamente, in questi casi è necessario evitare le pratiche sessuali fino a quando i sintomi saranno spariti. Il farmaco suggerito può essere impiegato anche durante la gravidanza, senza doversi preoccupare per la salute del proprio bambino.

Detto questo, è fondamentale avvertirvi riguardo tutte le tecniche preventive che potrete adottare onde evitare il contagio. Prima di tutto, dovrete usare in maniera corretta il preservativo durante ogni rapporto sessuale. Se scegliete dei condom in lattice o in poliuretano per i vostri rapporti vaginali, potrete prevenire con ulteriore efficacia la tricomoniasi.

Tuttavia, ci sono casi in cui il preservativo non è in grado di proteggerci da tutte le malattie sessualmente trasmissibili, poiché in alcuni casi è possibile trovare lesioni su parti del corpo non protette dal condom.

Proseguendo con i nostri consigli, vi suggeriamo di limitare il numero di partner con cui fate sesso, evitando cioè di cambiarne frequentemente. Evitate i rapporti con gli sconosciuti e praticate attività sessuale esclusivamente con una sola persona sana.

Se temete di aver contratto la malattia, consultate immediatamente il medico ed astenetevi dai rapporti. Ogni sintomo collegato all’apparato genitale, come perdite, bruciore durante la minzione, dolore o irritazione, non deve essere preso sotto gamba, ma classificato come un potenziale campanello d’allarme.

In questi casi sarebbe opportuno non praticare alcuna attività sessuale, cercando di capire la causa dei vostri disturbi e valutare se si tratta di tricomoniasi o di un’altra patologia sessualmente trasmissibile, valutando la terapia giusta per poter guarire. In qualunque caso, è sempre indicato informare i partner con cui si ha fatto sesso.

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