Illuminazione pubblica in Italia: la riqualificazione è partita

Pubblicato: 10/02/2020 10:58:14
Categoria: L'Arte di Illuminare

illuminazione pubblica confronto

L'illuminazione pubblica in Italia, sebbene rivesta un ruolo importante sia per la messa in sicurezza delle strade sia per lo svolgimento delle attività quotidiane dei residenti, non ha mai acceso il dibattito come gli altri temi, come per esempio quello sul cambiamento climatico.

Ora però, pur se nel massimo del riserbo e del silenzio stampa, le cose stanno iniziando a cambiare: da giugno 2019, in molti comuni italiani, è partita una vera e propria riqualificazione energetica, che durerà anche per tutto il 2020.

Scopo di questa riqualificazione sarà quello di sostituire le fonti di illuminazione tradizionali con le luci a LED, più performanti ed ecologiche, attualmente presenti nei luoghi pubblici come parchi, vie di collegamento, piazze, strade e giardini.

Il progetto, che comporterà anche un investimento tutto sommato contenuto per i comuni, è stato avviato subito dopo la pubblicazione delle nuove direttive sulla sostenibilità energetica, licenziate dall'Unione Europea.

Le nuove direttive, entrate in vigore a giugno 2019, prescrivono per tutti gli Stati Membri la sostituzione di tutti i vecchi corpi illuminanti con altri nuovi e che utilizzano la tecnologia LED.

Ciò comporterà non solo un risparmio energetico fino al 50% delle città europee coinvolte, ma anche il mantenimento di un livello di illuminazione efficiente e in linea con i valori minimi e massimi contenuti nella nuova normativa.

Riqualificazione energetica: quali sono state le città italiane ad applicare per prime la nuova direttiva dell'UE?

illuminazione pubblica disegno

Le prime città italiane ad aver applicato la nuova direttiva sono state Villamagna (Chieti), dove sono state sostituite tutte le luci della piazza, della viabilità comunale e dei giardini con punti luce di arredo a limitata altezza, e San Fermo (Varese), dove sono stati sostituiti i pali della luce di Via Vetta d'Italia.

Soffermandoci sul caso di San Fermo, Andrea Civati, l'Assessore ai Lavori Pubblici, in un'intervista rilasciata a Varese News ha dichiarato che la nuova illuminazione non solo renderà la città più smart, ma apporterà altri vantaggi:

Al termine di questi lavori potremo finalmente gestire tutto l'impianto dell'illuminazione pubblica, modernizzandoci e separandoci dagli altri gestori. In questo modo risolveremo definitivamente i problemi di spegnimenti, ma soprattutto potremo garantire una gestione e una manutenzione più efficiente e rapida di qualsiasi problema.”

L'esempio di San Fermo, come pure quello di Villamagna, potrebbe essere seguito ben presto dalla Liguria e dall'Emilia-Romagna.

Illuminazione a LED: perché risulta più funzionale per gli spazi pubblici?

Su Eurocali abbiamo già parlato dei numerosi vantaggi dell'impiego di luci LED negli spazi privati, come ad esempio lo studio e il salotto, ma quali sono invece i vantaggi dell'impiego di fonti di illuminazione LED nei luoghi pubblici?

Tanti, a partire dall'investimento economico particolarmente ridotto per le amministrazioni comunali: a Villamagna infatti l'intervento è stato realizzato in modo gratuito, mentre a San Fermo è stato reso possibile grazie a Varese Cambia Luce.

Le luci LED installate negli spazi pubblici, e questo è un altro fattore importante, hanno anche una durata superiore rispetto a quelle tradizionali: i modelli avanzati possono arrivare a garantire luce fino a 50mila ore, pari a 10-12 anni di utilizzo.

Per quanto riguarda la loro funzionalità, non richiedono una continua manutenzione, quindi anche i costi per la gestione diminuiscono notevolmente, possono essere direzionate con precisione, consentendo di illuminare le aree interessate senza dispersioni di luce e di calore ed evitando anche l'inquinamento luminoso, e il loro colore è più naturale.

Riqualificazione: la soluzione al “problema” degli elevati consumi delle città italiane

La riqualificazione risolverà anche un altro problema, che oltre a pesare sulle spalle dei singoli comuni italiani, in modo indiretto si ripercuote anche su quelle dei cittadini: i costi altissimi per l'illuminazione pubblica.

Secondo un rapporto del 2019, elaborato dall'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, non solo l'Italia è uno dei Paesi più illuminati d'Europa, ma anche quello che utilizza troppa luce e che spende troppo per l'illuminazione pubblica.

E, a confermarlo, ci sono anche le fotografie scattate dallo spazio dalla NASA, che mostrano come l'Italia, insieme alla Spagna, sia una delle nazioni più illuminate (e che sprecano più energia) del Vecchio Continente.

relamping pubblica amministrazione

L'illuminazione urbana quindi, stando al rapporto dell'Università Cattolica e anche alle testimonianze fotografiche dell'agenzia spaziale statunitense, rappresenta una delle principali fonti di spreco in Italia.

Con le nuove direttive dell'UE, e l'inizio della riqualificazione, questo problema potrebbe già risolversi nel corso di tre anni, ma finora quanto ci è costata l'illuminazione pubblica e quanto luce abbiamo sprecato?

Lo studio dell'Università Cattolica del Sacro Cuore non lascia spazio a dubbi: fino al 2019 il consumo annuale per l'illuminazione pubblica in Italia è stato di circa 6000 GWh, pari ad un consumo pro capite di 100 kWh, ossia il doppio della media europea (51 kWh).

Guardando solo i dati relativi all'illuminazione pubblica, soltanto nel 2017 (dati più aggiornati) in Italia sono stati spesi 1,7 miliardi di euro, che equivalgono ad una spesa di 28,3 euro a cittadino.

Facendo un paio di conti, in Italia per l'illuminazione pubblica abbiamo speso 8 euro in più rispetto ai francesi, che sono fermi ai 20,3 euro pro capite per l'illuminazione pubblica.

Tuttavia l'esempio virtuoso da seguire, anche se a qualcuno farà storcere il naso, è quello della Germania, dove la spesa pro capite è ferma a 5,8 euro a testa.

Questo risultato, neanche a dirlo, è stato ottenuto con importanti interventi di riqualificazione dell'illuminazione pubblica, svolti tra il 2007 e il 2016, che in appena nove anni hanno permesso una riduzione dei costi del 53%.

Chi sono però le province in cui si spreca più luce in Italia? La palma nera dello spreco, e questo è un risultato che sorprende, è della Valle d'Aosta, con 200 kWh di consumo annuo pro capite di elettricità per l'illuminazione pubblica.

Seguono a ruota la Calabria, dove si arriva a sprecare anche 160 kWh per l'illuminazione pubblica, la Basilicata, l'Abruzzo (che però è stata la prima regione ad avviare opere di riqualificazione dell'illuminazione pubblica) e il Molise.

La regione più virtuosa invece è la Campania, dove il consumo pro capite di elettricità per l'illuminazione pubblica arriva a malapena a sfiorare gli 80 kWh.

Subito dietro la Campania troviamo il Lazio, il Veneto e la Lombardia, ma come abbiamo visto dall'esempio tedesco, si può fare ancora di meglio per evitare l'inquinamento luminoso e ridurre gli sprechi (e, di conseguenza, i costi).

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