Bon ton del caffè, ecco tutte le regole del galateo

Pubblicato: 08/03/2018 16:30:24
Categoria: Il Piacere del Caffè

bon ton caffè

Servire il caffè all’italiana è un’arte, ma pochi conoscono davvero le regole del galateo.

Questo antico rituale è la metafora più dolce dell’ospitalità, e viverlo nel modo più elegante vi farà sentire dei perfetti padroni di casa.

Preparare e servire il caffè: guida al galateo

Invitare un amico o un parente a prendere il caffè è una classica scusa di cortesia per passare un po’ di tempo insieme; non da meno questo va servito nel migliore dei modi, soprattutto nel caso in cui l’appuntamento sia abbastanza formale o con conoscenti con cui non siete ancora in grande confidenza.

Bere un caffè insieme allenterà le iniziali tensioni che potrebbero esserci, garantendo la buona riuscita dell’appuntamento.

La regola principale da ricordare è quella delle tre “C”: il caffè deve essere

  • Carico
  • Caldo
  • Comodo.

Vediamo quali sono i modi migliori per rendere perfetto questo rituale, sia esso preparato con la tradizionale moka o con le nuove macchine per il caffè.

Servire il caffè preparato con la moka 

servire caffè con moka

Per prima cosa il caffè va servito nel più comodo salotto, non in cucina, rispettando una la regola delle tre “C", quella della comodità.

Per questa ragione fate accomodare i vostri ospiti in un ambiente caldo e accogliente, in cui avrete già predisposto tutto il necessario: tazzine, piattini, zucchero, latte (servito nell’apposito bricchetto) e qualche dolce di accompagnamento (cioccolatini assortiti o qualche pasticcino formato mignon).

Da galateo il caffè non andrebbe corretto, ma chiedete ai vostri ospiti se gradiscono il caffè accompagnato da liquori tipici.

Il caffè va servito bollente, pertanto preparatelo all’ultimo momento; l’importante è travasarlo dalla moka in una caffettiera apposita, che andrà portata dagli ospiti e poggiata sul tavolino.

Non è assolutamente consigliato appoggiare la moka bollente in mezzo alla tavola, perché rischiereste di far scottare accidentalmente i vostri ospiti, oltre ad essere esteticamente poco piacevole.

I padroni di casa dovranno versare il caffè sotto gli occhi dei commensali, chiedendo di volta in volta se gradiscono dello zucchero o del latte, versandolo poi loro stessi prima di passare la tazzina all’ospite.

Assolutamente vietato portare le tazzine già riempite da una stanza all’altra, parte del rituale del caffè è proprio nella sua preparazione, soprattutto nella versione tradizionale con moka o caffettiera napoletana.

Servire il caffè con la macchina a cialde o capsule

servire il caffè

A differenza del caffè in moka, il caffè preparato con la macchina richiede tempi di preparazione più rapidi e una resa diversa: per questa ragione sulla tavola andranno presentati solo la zuccheriera, il latte ed eventuali dolci, mentre le tazzine, piattini e cucchiaini andranno portati ai commensali su un vassoio, già riempiti e fumanti.

Diversamente dalla preparazione con caffettiera tradizionale, il caffè in cialde o capsule avrà una schiuma e una corposità che andrebbero perse qualora si versasse il caffè in una singola teiera.

Per questa ragione il caffè andrà preparato in ogni singola tazzina, servito ai commensali già pronto.

Se dovessero esserci più di cinque ospiti consigliamo di portare il vassoio a più riprese, per evitare che i primi caffè comincino a freddarsi mentre ultimiamo le tazzine finali; in caso di pochi ospiti dovremo invece sbrigarci a servire il caffè nel più breve tempo possibile, evitando fastidiosi raffreddamenti della bevanda.

Una volta servito il caffè lasceremo ai nostri ospiti l’incombenza di versarsi lo zucchero o eventuali liquori, perché abbiano il tempo di vedere la cremosità della schiuma in superficie (che andrebbe persa con l’aggiunta di zucchero o latte).

Gustare il caffè: come bere dalla tazzina in modo impeccabile

bere caffè galateo

Una volta servito il caffè possiamo assaporarlo in tutta la sua bontà, evitando però di far roteare la tazzina come fosse un calice di vino: non siamo sommelier, e ruotare la tazzina è qualcosa di estremamente maleducato.

Piuttosto respiriamo l’aroma che esce naturalmente dalla tazzina, assaporando il delicato e persistente profumo dei chicchi tostati.

Se abbiamo scelto di versare dello zucchero o altre correzioni nel caffè, mescoliamolo lentamente con il cucchiaino, che dopo l’uso andrà leggermente battuto sul bordo della tazzina per farlo scolare e in seguito adagiato sul piattino.

Evitate come la peste di mettere il cucchiaino in bocca per pulirlo o strofinarlo in un fazzoletto di carta: basteranno due leggeri colpetti sul bordo della tazzina per ripulirlo del tutto, senza l’uso di saliva o altre sostanze.

Non preoccupatevi, il piattino serve proprio ad evitare sgocciolamenti indesiderati sulla tavola.

Portate quindi la tazzina alle labbra, senza l’antiestetico mignolo rivolto all’insù: oltre ad essere poco chic è anche inutile, perché non vi serve alcun bilanciamento per tenere in equilibrio la vostra tazzina.

Mentre sorseggiate cercate di non fare versi strani o di trangugiare il vostro caffè come se non beveste da mesi: siate silenziosi e discreti, prendendovi tutto il tempo necessario; non state bevendo uno shottino, dedicate al vostro caffè qualche piacevole minuto in più.

Infine, l’ultima regola ma la più importante: assaporate questo piccolo rituale e godetevelo appieno, sorseggiando il vostro caffè caldo in compagnia delle persone che più amate.

Spegnete i cellulari e concentratevi sulle persone assieme a voi: ecco la vera e più importante forma di galateo.

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