AIDS: cos’è e come prevenirlo

Pubblicato: 13/10/2015 14:23:08
Categoria: Coppia e Sessualità

Aids Banner

Quando si parla di AIDS ci si riferisce a una sindrome da immunodeficienza acquisita, ovvero una malattia che rende impossibile bloccare altre patologie infettive che attaccano il corpo.

Ci troviamo di fronte a un virus conosciuto come HIV, che infetta e distrugge alcune delle difese del corpo nei confronti delle aggressioni esterne, linfociti e globuli bianchi.

Come viene trasmesso l'Aids?

Attraverso un contatto diretto di sangue o tramite altri liquidi corporei, come attraverso rapporti sessuali non protetti o scambiandosi gli aghi.

Anche un neonato può essere contagiato dal virus se la mamma è infetta. Se da una parte vediamo la presenza di cure per HIV e AIDS, dall’altra non esistono vaccini o medicine che possano risolvere il problema una volta per tutte.

Il virus dell’HIV attacca i linfociti e si moltiplica, distruggendo così le cellule T e impedendo al corpo umano di reagire all’ambiente esterno. Se il numero di cellule T cala in maniera drastica, chi è stato colpito da HIV sarà maggiormente predisposto a contrarre infezioni, o anche alcune tipologie di tumore.

Ci troviamo di fronte a una notevole riduzione dell’immunità che si trasforma in AIDS e che potrebbe diventare qualcosa di ancora più grave e che potrebbe danneggiare anche il sistema nervoso.

È inoltre opportuno specificare che chi è affetto da HIV non è obbligatoriamente affetto anche da AIDS.

Quali sono i sintomi?

L’infezione di HIV passa attraverso quattro stadi, ovvero incubazione, infezione acuta, periodo di latenza e AID.

In questo articolo analizzeremo tutti i sintomi di questa patologia, iniziando da quelli più comuni come:

  • Febbre
  • Ingrossamento dei linfonodi
  • Rash cutaneo
  • Piccole piaghe in bocca e nell’esofago
  • Dolore muscolare
  • Malessere generale
  • Mal di gola

Più raramente abbiamo:

  • Mal di testa
  • Milza o fegato ingrossati
  • Nausea e vomito
  • Mughetto
  • Problemi neurologici
  • Dimagrimento

Il periodo di latenza, ovvero la terza fase della malattia, non presenta alcun sintomo: può durare da due settimane fino a oltre 20 anni, quando purtroppo arriva l’AIDS.

fiocco aids

Nella maggior parte dei casi, sia adulti che adolescenti con HIV non manifestano sintomi anche per i 10 anni successivi al contagio, trasmettendolo ad altri poiché inconsapevoli di averlo.

Tra i sintomi dell’AIDS troviamo:

  • Febbre
  • Stanchezza importante
  • Perdita di peso piuttosto veloce
  • Diarrea continua
  • Polmonite
  • Tremore
  • Agitazione e sudorazione durante la notte
  • Linfonodi ingrossati

Nei neonati le cose sono diverse, poiché potrebbero non esserci evidenti segni fisici subito dopo la nascita, ma dopo circa due o tre mesi.

I bambini con HIV possono sviluppare numerose infezioni che renderanno il loro sistema immunitario debole.

Ma come si trasmette questa malattia?

Come già accennato, l’AIDS viene trasmesso attraverso sangue o liquidi corporei di una persona colpita dalla malattia.

Nel caso in cui si stia parlando di bambini, le modalità di trasmissione più comuni sono:

  • Dalla nascita
  • Mentre il piccolo si forma nell’utero della mamma
  • Durante la fase di allattamento

Negli adolescenti, le possibilità di trasmissione diventano più ampie, ovvero tramite rapporti sessuali non protetti o scambio di aghi infetti.

Vi sono circostanze piuttosto sporadiche in cui il virus dell’HIV è stato trasmesso anche tramite il contatto con ferite aperte o trasfusioni di sangue.

Per quale motivo la trasmissione sessuale è la più comune e pericolosa? L’HIV si può trovare in maniera importate nel sangue, nel fluido vaginale, nel liquido pre-eiaculatorio, nel latte materno e nello sperma, pertanto è decisamente possibile essere contagiati.

mappa aids

La saliva non contiene dosi sufficienti per infettare un’altra persona, a meno che ovviamente ci siano delle perdite di sangue.

In questo modo, ovvero tramite il rapporto sessuale, le parti del corpo messe a rischio sono decisamente numerose:

  • Vagina
  • Zona interna dell’ano
  • Bocca
  • Narici e zona interna del naso
  • Congiuntiva dell’acqua
  • Glande e cute interna del prepuzio

Se durante un rapporto sessuale il preservativo si rompe, è necessario:

  • Per un uomo, bloccare il rapporto e lavarsi con cura sia il pene che le mani, cercando poi di urinare
  • Per la donna, non è ancora chiaro se le lavande vaginali possano aiutare oppure no
  • Se lo sperma o il sangue mestruale dovesse finire in bocca, evitare di ingerire, sputate e sciacquate immediatamente il cavo orale

Chiunque sia affetto da HIV, soprattutto adolescenti, potrebbe andare incontro ad altre infezioni opportunistiche decisamente pericolose, come:

  • Polmonite ambulante cronica, herpes simplex, citomegalovirus e herpes zoster
  • Infezioni provocate da parassiti, come polmonite causata da Pneumocisti Carinii e toxoplasmosi
  • Infezioni batteriche significative e pericolose, come salmonellosi, tubercolosi e meningiti
  • Infezioni dovute a funghi, come la candidosi, il mughetto e l’esofagite

Come già descritto in precedenza, i pazienti affetti da HIV possono correre rischi maggiori di contrarre un tumore per via del sistema immunitario debole.

Ad esempio, i linfomi del virus Epstein-Barr sono quasi sempre collegati all’AIDS.

Tra le altre complicazioni a cui un malato di HIV può andare incontro ci sono le atrofie muscolari, ovvero l’impossibilità di sorreggere il proprio peso corporeo a causa della carenza di appetito, oppure l’encefalopatia, un’infezione da HIV correlata al cervello che genera gonfiori e problemi ai tessuti del cervello.

In quest’ultimo caso, si fa spesso incontro ad una demenza da AIDS nell’età adulta.

AIDS: quali sono i rischi?

Dopo avervi parlato dei sintomi e delle modalità di trasmissione, abbiamo deciso di spiegarvi tutte le tipologie di rischio in base a numerose pratiche sessuali.

Rischio nullo di contrarre l'aids:

  • Baciarsi sulla guancia, stringere la mano, abbracciarsi, condividere bicchieri, letto, asciugamani, spazzole o giochi
  • Entrare in contatto con il sudore
  • Entrare in contatto con le lacrime
  • Bacio, ma solo in assenza di ferite, gengiviti o parodontopatie
  • Leccare il corpo del partner (tranne le parti intime)
  • Masturbazione maschile sia attiva che passiva
  • Masturbazione femminile sia attiva che passiva

Rischio basso di contrarre l'aids:

  • Fellatio passiva, ovvero pene nella bocca del partner
  • Fellatio attiva, ovvero prendere un pene in bocca
  • Cunnilingus passivo, ovvero ricevere una stimolazione alla vagina con la lingua
  • Cunnilingus attivo, ovvero stimolare la vagina con la lingua
  • Anilingus, ovvero un rapporto orale tra la bocca e l’ano

Rischio alto di contrarre l'aids:

  • Rapporto vaginale dal punto di vista maschile, soprattutto durante il ciclo mestruale
  • Eiaculazione sulla faccia a contatto con bocca e occhi
  • Fellatio attiva con eiaculazione in bocca

Rischio altissimo di contrarre l'aids:

  • Rapporto vaginale dal punto di vista femminile se lo sperma rimane in vagina per ore o giorni
  • Rapporto anale per uomo e donna

Come possiamo provenire l'Aids?

Quando si parla di prevenzione riguardo all’HIV, ci si riferisce a un problema di livello mondiale, considerato il fatto che non esiste alcun vaccino a riguardo.

Negli USA, la trasmissione del virus tra adulti e adolescenti è il frutto di un rapporto sessuale non protetto avuto con una persona infetta, oppure scambiandosi degli aghi contaminati.

Come prevenire quindi l'Aids? Evitando questi comportamenti decisamente scorretti e rischiosi.

fermiamo l'aids

Per evitare il contagio potrebbe essere sufficiente utilizzare degli appositi preservativi per ogni rapporto, evitando il contatto diretto con il sangue, lo sperma, il latte materno e il liquido vaginale di chiunque abbia l’HIV.

Secondo alcune ricerche è stato possibile dimostrare come particolari farmaci antiretrovirali possano ridurre in maniera notevole il contagio fino al 60%.

Inoltre, è fondamentale evitare alcool e droghe: ciò non significa che le bevande alcoliche e le sostanze stupefacenti facciano venire il virus, ma che possono spingerci a comportarci in maniera scorretta e senza controllo.

Per prevenire l’HIV durante l’infanzia è basilare sottoporre tutte le donne incinte al test; nel caso in cui il risultato sia positivo, bisognerà iniziare in maniera tempestiva la cura prima che nasca il bambino, in modo da non contagiarlo.

Anche l’educazione è molto importante, soprattutto tra gli adolescenti: dovranno essere al corrente di tutti i rischi che la malattia comporta e di tutte le strategie preventive da poter utilizzare.

Chiunque abbia il sospetto di essere stata contagiato da HIV, deve eseguire il test ELISA, che permetterà di scoprire la presenza degli anticorpi del virus all’interno del sangue.

Esiste una cura per combattere l'Aids?

Nel corso degli ultimi 20 anni sono state scoperte due diverse tipologie di cura nei confronti dell’HIV e dell’AIDS:

  • Verte nei confronti dello sviluppi di farmaci che possano bloccare la crescita del virus, rallentando i sintomi iniziali dell’AIDS e permettendo a tutti i soggetti affetti di non manifestare sintomi per diverso tempo
  • Verte nel confronto di medicine decisamente importanti, destinate a ridurre la trasmissione del virus da una madre infetta al bambino che porta in grembo

Tuttavia, queste due soluzioni mediche sono piuttosto costose e complicate, ma decisamente efficaci dal punto di vista riproduttivo dell’HIV.

I farmaci impiegati per curare HIV e AIDS si basano su tre diverse strategie:

  • Disturbano la riproduzione dei geni HIV
  • Interferiscono con gli enzimi di cui il virus ha bisogno per controllare particolari cellule del nostro corpo
  • Interferiscono con la capacità dell’HIV di trasformare il suo patrimonio genetico in un vero e proprio codice virale

Nel caso in cui queste terapie non fossero disponibili, il passaggio da HIV ad AIDS si aggira intorno ai 9-10 anni, con una media di sopravvivenza di circa 9 mesi.

albero della vita

Nonostante i farmaci in commercio siano piuttosto numerosi, è necessario assumerli in maniera corretta ogni giorno, in modo da controllare il virus ed impedire che si trasformi in AIDS, con tutti i sintomi che ne conseguono.

Se le medicine prescritte dal medico non vengono somministrate allo stesso orario ogni giorno, potrebbero non riuscire a impedire all’HIV di riprodursi.

In questo caso, spetterà al medico pattuire un nuovo tipo di medicine da impiegare, che dovranno essere assunte senza errori.

Tale costrizione potrebbe essere difficile nei confronti di bambini, poiché comportano non pochi effetti collaterali, come il cattivo sapore o la difficoltà di deglutizione.

In questo caso, sarà il vostro medico a stabilire i metodi di assunzione, magari mischiando le pillole a del budino.

Condividi l'articolo

Aggiungi un commento

 (con http://)